Molti pensano che comprando un ETF in euro il rischio di cambio sparisca. Non è così: conta la valuta dei titoli che l’ETF contiene, non quella in cui lo compri.
Come funziona
Un ETF mondiale contiene per circa due terzi aziende americane, che valgono in dollari. Se il dollaro si rafforza rispetto all’euro, il valore in euro del tuo ETF sale; se si indebolisce, scende. Anche se le azioni non si sono mosse.
Tra il 2014 e il 2015 il dollaro si è rafforzato di oltre il 20% sull’euro: per un investitore europeo, le azioni americane hanno reso molto di più di quanto dicessero gli indici in dollari. In altri periodi è successo il contrario.
La copertura valutaria
Le versioni “Hedged” degli ETF usano strumenti finanziari per neutralizzare in gran parte l’effetto dei cambi. La copertura valutaria ha però un costo, che dipende anche dalla differenza tra i tassi di interesse delle due valute, e non è mai perfetta.
Quando si usa
- Per le azioni, spesso non si copre: nel lungo periodo gli effetti dei cambi tendono a compensarsi, e la diversificazione tra valute è considerata parte della diversificazione.
- Per le obbligazioni, la copertura è più diffusa: le oscillazioni dei cambi possono essere più ampie di quelle delle obbligazioni stesse, e cancellarne la stabilità.
Nell’app Horizon, nella schermata Struttura del portafoglio, puoi vedere l’esposizione del tuo portafoglio ai diversi paesi, che dà un’idea anche della sua esposizione alle valute.
- Il rischio di cambio dipende da cosa contiene l’ETF.
- La copertura riduce l’effetto dei cambi, con un costo.
- È più comune per le obbligazioni che per le azioni.