Chiunque vorrebbe un investimento che renda molto e non scenda mai. Non esiste: sui mercati, la possibilità di guadagnare di più si paga accettando oscillazioni più ampie. È il principio più importante da capire prima di investire.
Come si misura il rischio
Il rischio si vede soprattutto in due modi. La volatilità dice quanto il valore oscilla, su e giù, nel tempo. Il drawdown dice quanto è sceso nel momento peggiore, dal punto più alto a quello più basso.
Nel 2008 le borse mondiali hanno perso circa il 40%. Nel 2020, allo scoppio della pandemia, sono scese di circa un terzo in poche settimane, per poi recuperare entro pochi mesi.
Il ruolo del tempo
Nel breve periodo le azioni possono fare qualsiasi cosa. Allungando l’orizzonte temporale, le oscillazioni tendono a compensarsi: nella storia dei mercati sviluppati, periodi di 15-20 anni chiusi in perdita sono stati rari, anche se non impossibili.
Per questo i soldi che ti serviranno presto dovrebbero stare in strumenti stabili, mentre quelli che puoi lasciare investiti per molti anni possono sopportare più oscillazioni.
Quanto rischio puoi sopportare
Contano due cose diverse. La prima è quanto rischio puoi permetterti: se un calo del 40% ti costringerebbe a vendere per pagare una spesa, il rischio è troppo alto, qualunque sia il rendimento atteso. La seconda è quanto rischio riesci a sopportare: se un calo forte ti spingerebbe a vendere nel panico, trasformeresti una perdita temporanea in una perdita reale.
Prova a immaginarlo in euro: con 50.000 € investiti, un calo del 40% significa vederne 30.000. Chiediti come reagiresti.
- Più rendimento atteso significa più oscillazioni.
- Il tempo aiuta ad assorbire le oscillazioni.
- Il rischio giusto dipende da quando ti servono i soldi e da come reagiresti a un calo.