Ogni portafoglio è fatto di mattoni diversi, chiamati asset class. Conoscere come si comporta ciascuno è il primo passo per capire il rischio e il potenziale del tuo patrimonio.
Azioni
Comprare un’azione significa diventare comproprietario di un’azienda. Nel lungo periodo le azioni sono state l’asset class con i rendimenti più alti, ma anche con le oscillazioni più forti.
Nella crisi del 2008 le borse mondiali hanno perso circa il 40%, per poi recuperare negli anni successivi.
Obbligazioni
Un’obbligazione è un prestito a uno Stato o a un’azienda, che in cambio paga degli interessi (cedole) e restituisce il capitale a scadenza. In genere oscillano meno delle azioni, ma non sono prive di rischio: quando i tassi di interesse salgono, il loro prezzo scende.
Nel 2022, con il rapido aumento dei tassi, molti ETF obbligazionari hanno perso oltre il 10%.
Liquidità e monetario
Conti deposito, titoli a brevissima scadenza ed ETF monetari: oscillano pochissimo e servono come riserva o per i soldi che ti serviranno presto. Il loro rendimento segue i tassi a breve termine e, nel tempo, fatica a battere l’inflazione.
Materie prime e oro
Oro, petrolio, metalli industriali, prodotti agricoli. Non producono utili o cedole: il loro valore dipende solo da domanda e offerta. L’oro viene spesso usato come protezione nei momenti di crisi, ma anche lui può restare fermo o scendere per anni.
Altre asset class
Immobili quotati e criptovalute completano il quadro. Le criptovalute in particolare sono estremamente volatili: cali dell’80% sono già avvenuti più volte.
Perché combinarle
Le asset class non si muovono tutte insieme. Combinarle, cioè scegliere un’asset allocation, permette di bilanciare crescita e stabilità: è questo equilibrio, più della scelta del singolo ETF, a determinare gran parte del comportamento di un portafoglio.
- Azioni: più rendimento atteso, più oscillazioni.
- Obbligazioni: più stabilità, ma sensibili ai tassi.
- Liquidità: stabile, ma erosa dall’inflazione.
- La combinazione conta più del singolo strumento.