Non puoi decidere quanto renderanno i mercati, ma puoi decidere quanto pagare per investire. E nel lungo periodo i costi, anche se sembrano piccoli, fanno una grande differenza.

I costi da conoscere

  • TER: il costo annuo del fondo, tolto automaticamente dal suo valore.
  • Commissioni del broker: quello che paghi a ogni acquisto o vendita.
  • Spread: la piccola differenza tra il prezzo a cui compri e quello a cui vendi, più alta per gli ETF poco scambiati.
  • Imposta di bollo: in Italia lo 0,20% all’anno sul valore del conto titoli.
  • Tasse sui guadagni: le vediamo nella guida dedicata.

Quanto pesano nel tempo

10.000 € investiti per 30 anni con un rendimento lordo del 6% annuo: con costi totali dello 0,2% all’anno diventano circa 54.000 €; con costi dell’1,5%, tipici di molti fondi bancari, circa 37.000 €. La differenza, circa 17.000 €, è finita tutta in costi.

L’effetto è lo stesso dell’interesse composto, ma al contrario: i costi si portano via ogni anno anche i guadagni che quei soldi avrebbero prodotto in futuro.

Attenzione alle commissioni sui piccoli importi

Le commissioni fisse pesano molto sugli acquisti piccoli, come quelli di un PAC.

Una commissione di 2 € su un acquisto di 100 € è il 2%: quasi dieci anni di TER di un ETF economico, pagati in un colpo solo.

Per questo molti broker offrono piani di accumulo con commissioni ridotte o nulle. Vale la pena confrontarli prima di iniziare.

  • I costi sono l’unica parte del rendimento sotto il tuo controllo.
  • Piccole differenze annue diventano grandi in trent’anni.
  • Sui piccoli importi contano più le commissioni del TER.