Le obbligazioni sono considerate la parte stabile di un portafoglio, ma hanno una regola che sorprende molti: quando i tassi di interesse salgono, il loro prezzo scende. Capire perché aiuta a scegliere gli ETF obbligazionari giusti.
Perché i prezzi si muovono al contrario dei tassi
Immagina di avere un’obbligazione che paga il 2% all’anno. Se i nuovi tassi salgono al 4%, nessuno vorrà comprare la tua al vecchio prezzo: per venderla dovrai scontarla. Quando i tassi scendono succede il contrario, e il prezzo sale.
La duration
Quanto un’obbligazione reagisce ai tassi dipende soprattutto dalla sua duration, legata alla durata del prestito. Più è lunga, più il prezzo oscilla.
Con una duration di 7 anni, un aumento dei tassi dell’1% fa scendere il prezzo di circa il 7%. Con una duration di 2 anni, di circa il 2%.
Nel 2022, con il rapido aumento dei tassi, molti ETF su titoli di Stato a lunga scadenza hanno perso più del 15%, mentre quelli a breve hanno perso molto meno.
I tipi principali
- Titoli di Stato: il debito dei governi, di solito i più sicuri.
- Obbligazioni societarie: il debito delle aziende, rendono di più ma con più rischio.
- Legate all’inflazione: il loro valore si adegua all’aumento dei prezzi.
- A breve o a lunga scadenza: le prime sono più stabili, le seconde più sensibili ai tassi.
- A scadenza: ETF che si chiudono in una data prestabilita, restituendo il capitale, un po’ come un singolo titolo tenuto fino alla fine.
E le valute?
Per le obbligazioni la copertura valutaria è molto diffusa: senza copertura, le oscillazioni del cambio possono essere più ampie di quelle delle obbligazioni stesse, e cancellarne il ruolo di stabilizzatore.
- Tassi su, prezzi giù: e viceversa.
- La duration dice quanto un’obbligazione è sensibile ai tassi.
- Per la parte stabile del portafoglio contano scadenza, qualità del debito e valuta.