Un PAC, Piano di Accumulo del Capitale, consiste nell’investire una cifra fissa a intervalli regolari, per esempio ogni mese. È il modo più diffuso di investire per chi mette da parte una parte dello stipendio.
Il vantaggio principale: niente market timing
Nessuno sa prevedere quando i mercati saliranno o scenderanno. Con un PAC non devi provarci: investi sempre, a prescindere. Quando i prezzi scendono compri più quote, quando salgono ne compri meno, e il tuo prezzo medio di carico si bilancia nel tempo.
Con 200 € al mese: a gennaio la quota costa 100 € e ne compri 2; a febbraio scende a 80 € e ne compri 2,5; a marzo risale a 100 €. Hai investito 600 € e hai 6,5 quote, che valgono 650 €.
Il vantaggio nascosto: la disciplina
Il PAC trasforma l’investimento in un’abitudine automatica, come una bolletta. E soprattutto rende i ribassi meno spaventosi: diventano il momento in cui compri a prezzi più bassi.
PAC o tutto subito?
Se hai già una somma disponibile, la scelta è tra un PAC e investire tutto in una volta (un PIC). Gli studi mostrano che, storicamente, investire subito ha dato risultati migliori in circa due casi su tre, perché i mercati salgono più spesso di quanto scendano. Il PAC però riduce il rischio di entrare proprio prima di un forte calo, e per molti è più facile da vivere.
Cosa controllare
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Le commissioni: su piccoli importi possono pesare molto, e molti broker offrono piani a costo ridotto.
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La frequenza: mensile è la più comune, ma conta soprattutto la costanza.
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I nuovi versamenti: possono essere usati anche per riequilibrare il portafoglio, come vedrai in Ribilanciamento.
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Con il PAC non devi indovinare il momento giusto.
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I ribassi diventano occasioni di acquisto.
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La costanza conta più della cifra.