Tenere i risparmi sul conto sembra la scelta più sicura: il numero sul saldo non scende mai. Ma quel numero non dice quante cose puoi comprare con quei soldi, ed è lì che entra in gioco l’inflazione.

L’inflazione: il costo nascosto dei soldi fermi

L’inflazione è l’aumento dei prezzi nel tempo. La Banca Centrale Europea punta a mantenerla intorno al 2% all’anno, ma in alcuni periodi è stata molto più alta: nel 2022 in Italia ha superato l’8%.

Con un’inflazione media del 2% all’anno, tra 20 anni 100 € compreranno quanto oggi circa 67 €. Il saldo resta uguale, ma vale un terzo in meno.

Per questo si distingue tra rendimento nominale e reale: quello nominale è il numero che vedi, quello reale è ciò che resta dopo aver tolto l’inflazione. Un conto che non rende nulla ha, di fatto, un rendimento reale negativo.

L’interesse composto: il tempo come alleato

Quando un investimento cresce, i guadagni si sommano al capitale e, a loro volta, producono altri guadagni. È l’interesse composto, e il suo effetto aumenta con il passare degli anni.

Versando 200 € al mese per 30 anni, con un rendimento ipotetico del 6% annuo, si arriverebbe a circa 200.000 €, a fronte di 72.000 € versati. Iniziando 10 anni più tardi, a parità di tutto il resto, si arriverebbe a circa 92.000 €, con 48.000 € versati.

Nel secondo caso si versano due terzi dei soldi, ma si ottiene meno della metà del risultato. La differenza la fa il tempo: per questo l’orizzonte temporale è uno dei fattori più importanti di un investimento.

Il rovescio della medaglia: il rischio

I rendimenti degli esempi sono ipotesi, non promesse. Gli investimenti che nel lungo periodo hanno reso di più, come le azioni, sono anche quelli che oscillano di più: in alcuni anni possono perdere il 30% o il 40% del loro valore.

Investire significa quindi accettare oscillazioni nel breve periodo in cambio della possibilità di far crescere il capitale nel lungo. Quanto rischio sia adatto dipende dai tuoi obiettivi, da quando ti serviranno i soldi e da come reagiresti a un forte calo.

  • L’inflazione riduce ogni anno il valore dei soldi fermi.
  • L’interesse composto premia chi investe presto e con costanza.
  • Rendimenti più alti comportano oscillazioni più ampie: il tempo aiuta ad assorbirle.